Ultimi post
Arretrati
Categorie
Altri punti di vista
Varie
Wan zheng (完整)
pengo | 05 Ottobre, 2008 06:21
Come accennavo qualche giorno fa, la forma è finita. Ora la ristudio tutta, lavorando sui punti principali. E nel frattempo faccio altri esercizi, alcuni a coppie. Ci sono una serie di questioni su cui lavorare, ma sicuramente ora la più importante è l'essere wan zheng (完整), ossia muovere tutte le giunture nello stesso momento, aprire tutto quando c'è da aprire, chiudere tutto quando c'è da chiudere. Wan zheng non è una questione binaria, ma qualitativa, è un'armonizzazione di tutte le giunture che imparando a rilassarsi e decontrarsi con zhang zhuang (detto qui song jin gong (松劲功)), dovrebbero poi muoversi espandendosi o contraendosi tutte nello stesso momento. Insomma, teorie a parte, nei prossimi tempi, wan zheng, wan zheng.  #



wuhuuuuu style
pengo | 20 Settembre, 2008 15:43

bene, siore e siori, ho finito la forma. lo stile wu insegnato dal signor yang non prevede forme di spada, di ventaglio o bastone. Solo una semplice (si fa per dire) e relativamente lunga forma, trentasette "movimenti" classici del taijiquan, tipo "carezzare la coda del passero", "separare e calciare", "respingere la scimmia" e via dicendo.

tutti i giorni qui sotto, sabato escluso :)

 (Continua)  #




tempi di pioggia
pengo | 12 Agosto, 2008 13:40

tempo fa annunciavo l'inizio della stagione delle piogge. sai che roba. possibile che ogni volta che voglio scrivere un post tranquillo e/o simpatico faccio l'errore di guardarmi intorno, e leggo della georgia (addio, "prima dichiarazione diplomatica alla nazione dei topi"), o leggo del nuovo regolamento di polizia urbana a firenze (addio buonumore). Fanculo.

 

 (Continua)  #




georgia on my mind
pengo | 09 Agosto, 2008 16:50

 

 (Continua)  #




bushido - wushidao
pengo | 16 Giugno, 2008 12:35

 

Il computer e' bloccato a chengdu insieme alle felpe di autistici che, essendo arrivati i monsoni, non vedo l'ora di indossare. Che culo. Questo non mi impedisce di continuare gli allenamenti di bagua con du, magari un po' piu' umidi di prima. Questo per gli aggiornamenti di dovere.
 (Continua)  #



Du
pengo | 02 Giugno, 2008 16:11

Ho firmato il contratto, due giorni fa. No, non per la casa (trovata), quello non l'ho ancora firmato e sara' tutta un'altra storia. Ho firmato il "contratto" con Du. Du e' il signore che mi insegna baguazhang tutte le mattine e tutte le sere. Tutte.  (Continua)  #




rewind - shaolin
pengo | 16 Maggio, 2008 03:56

Da Kaifeng, dove l'ultima notte avevo dormito ospite in una scuola di wushu insieme agli allievi anziani (20-21 anni), ero partito per Luoyang, avevo scazzato fermata ma ero non di meno riuscito ad arrivare a ShaolinSi, baraccone turistico in una zona piacevole che in questa stagione si e' fatta bellissima. Verde, terrazzamenti, cani che ringhiano. Invece di andare al tempio mi sono fatto una meravigliosa passeggiata per campi e colli. La mattina dopo ho sbrigato tempio e dintorni in tre orette, l'unica sala che volevo vedere, quella con gli affreschi dei monaci che si vergano reciprocamente, era chiusa al pubblico. Un gruppo di giovani allievi si allena: niente di impressionante, anzi. Sono in forma, certo, e vorrei ben vedere, come diceva quello. A non fare altro tutto il giorno sarei in forma anch'io. Ovunque, attorno al tempio, pullulano scuole di wushu.

A kaifeng l'istruttore della scuola, avendomi invitato a cena, mi aveva chiesto quanto costa imparare il wushu in Italia. I suoi allievi, per un anno vitto e alloggio compreso spendono 150 euro. 1500 rmb. Forse ho capito male, ma c'era sua sorella a tradurre in un ottimo inglese. Il picco della conversazione e' stato quando lei mi hai chiesto: "tu credi in dio?". No per dio, che non credo in dio, ma di che dio parli? No, sai, io sono cattolica, tutta la mia famiglia e' cattolica. Brrrr...

A un tassista shaolino avevo chiesto quanto pagano gli allievi per studiare un anno in una delle scuole esterne: 7000 rmb. 700 euro, quindi roba da ricchi, se pensate alla paga del taglialegna di datong. E questo spiega forse l'arroganza di uno dei ragazzini del tempio di shaolin. Quando mi sono infilato nella zona chiusa al pubblico, dove risiedono gli interni, una guardia e' venuta a dirmi che non potevo stare li', allora ho tirato fuori una sigaretta, vecchio trucco (no, e' che ho ripreso a fumare per compensare lo smog) e gli ho detto che ero li' solo per fumare. La guardia non ha fatto troppe storie, ma un pischello vestito da monaco in prova mi ha guardato, ha scambiato due parole con un compare e ha detto, non rivolgendosi direttamente a me "you, go!", con l'indice puntato come a dire: FUORI. Veramente simpatico, si'.

Nelle scuole fuori ho visto tanto wushu e poca sostanza. Un gruppo vicino all'albergo invece allenava colpi e non forme. Gia' gia', allenava degli uno-due in guardia pugilistica peraltro tenuta male, uno spettacolo triste. Talmente triste che praticamente non ho fatto foto...

 #



vecchi detti popolari barra bis
pengo | 02 Maggio, 2008 16:00
avete presente l'orso di prima? e' appena diventato un cazzo di mammut gigantesco, con o senza tigna. ho il cervello fuso. domattina mi alleno, non da solo.  #



vecchi detti popolari
pengo | 01 Maggio, 2008 10:42
ho davanti a me un orso talmente grosso che se riuscissi ad ammazzarlo penso mi terrei la pelle. Ma e' davvero un orso, o un montone obeso con la tigna? E soprattutto, perche' proprio a Xi'an?  #



abbassare la cresta subito
pengo | 29 Aprile, 2008 15:41

sarebbe il caso di.  (Continua)  #




taigu
pengo | 26 Aprile, 2008 14:13

il saggio trattiene i progetti (zhuang zi)

Mi espongo troppo, rischiando di fare passi piu' lunghi di tutto il corpo.

Stamani sono partito per Taigu, inesistente sulla guida ma relativamente rinomato tra i praticanti di arti marziali in quanto patria del xing yi quan. Fuori dalla stazione si dipana un quartiere mercato alternato a manifatture tessili, turismo zero, la gente mi guarda e ride, o saluta l'alieno con qualche indecisione. Polvere ovunque, niente di rinnovato come a pechino. "Autentico"... Mi fermo a ragionare con dei vecchietti che come l'80% dei vecchietti che ho visto finora passa le giornate a giocare a scacchi (cinesi). Voglio vedere del xing yi quan. Vai al parco popolare (ren min yuan). Mi perdo, chiedo ad una signora con figlia, e dopo un po' di ragionamenti decidono di accompagnarmi. Se parlano piano qualcosa capisco, la figlia non riesce a dirmi tre parole in inglese, si vergogna. Fermano un apino, versione cinese, con sedili foderati, sudici, e montiamo. Dopo un viaggio sobbalzante arriviamo al parco popolare, offrono loro la corsa, grazie grazie (l'ospitalita' da queste parti e' una cosa seria), scendo e entro nel parco. E' quasi mezzogiorno, fa caldo, ovviamente non c'e' un cane. Mi giro, sereno, deciso a trovare un posto dove mettermi a studiare, e vedo che la figlia e' li vicino. Vedi, non c'e' nessuno che fa xing yi qui. Nel frattempo, fuori dal parco la madre e' ancora li' che aspetta, i venditori ambulanti hanno fatto capannello. Quando esco dicono alla figlia di portarmi da Yang Fengsheng, di cui avevo letto qualcosa ieri. Nonostante la diffidenza per i supermaestri, e questo Yang Laoshi e' veramente un super che ha vinto tutto e di piu' e ha sfornato campioni che hanno fatto altrettanto, decido che va bene (tanto a quest'ora non troverei nessun'altro). Arriviamo, madre e figlia mi salutano, la scuola ha un mega cartello "Taigu international Xin Yi Dao development center", cinese e inglese. Incontro una ragazza a cui spiego la situazione (ci metto un po'... vabbe', ormai sara' chiaro il tenore della mia comunicazione), mi porta a vedere la palestra, non c'e' nessuno a giro. Aspetto, e dopo un po' arriva un ragazzo, il figlio del maestro, che si introduce simpaticamente dicendo alla ragazza ta ting bu dong, questo non capisce (il cazzo lo sottintendiamo noi). A fatica riesco a fargli capire che no, poco ma qualcosina intendo, che non voglio allenarmi, non sapendo una cippa di xing yi, ma che sarei molto felice di vedere un allenamento di un maestro cosi' bravo. Vieni alle sei. Poi, capito che non ho ancora dove dormire, mi accompagna ad un albergo...

Attimi di sconforto. All'improvviso. Mi chiedo cosa ci sto a fare qui, come diceva l'amico delle moleskine (ah, l'altro giorno a pechino, mentre cercavo il libro di cinese della abbiati, incontro all'universita' di lingue un'americana, le faccio vedere sul taccuino il titolo del libro per vedere se ha un'idea di dove potrei trovarlo, e lei mi fa, ah, le moleskine, ne ho una anch'io, sono le migliori vero? Al che le avrei dato volentieri una testata). Mi chiedo che ne sara' della mia vita. Se davvero penso di stare qui degli anni, in mezzo a degli alieni. In un paese tossico, con costumi assurdi, ho gia' trent'anni, mi sento perso. Poi mi guardo allo specchio, e capisco. Non ho mangiato, non ho bevuto, non mi sto prendendo cura di me. Conosco questi sintomi ormai troppo bene, e per fortuna ho imparato ad affrontarli. Faccio un pisolo, riprendo a studiare il cinese (sono arrugginito ma gioco forza sto imparando un bel po' di parole nuove, tanto vale impararle per bene), alle cinque mi metto in cammino. Ripercorro la strada che ho fatto in macchina col figlio del maestro, quando sulla strada vedo un ragazzo che fa piquan, il colpo base base base del xingyi. E' qualche passo davanti a me. Gli grido dietro, niente. Grido e mi sbraccio, si gira, e' su un passaggio sopra di me. Mimo piquan, e lui fa cenno di si' con la testa. Mi arrampico, lo raggiungo, gli chiedo se va da Yang. Fa un cenno con la mano, non risponde. Gli dico ancora... fa un cenno con la mano, non risponde. E' sordo e muto. Il mio amico ideale.

Mi accompagna alla scuola, per una strada piu' breve. Arriviamo in anticipo, a giro c'e' solo qualche bambino. Man mano che si avvicinano le sei, capisco che e' la lezione dei bambini. Come devo interpretare la cosa? In nessun modo, oggi alle sei c'e' quella lezione. Punto. Alle sei meno cinque arriva lui, tutto in nero, cinquanta apparenti, poco piu' basso di me, due mani che sembrano due morse. Sono sul ballatoio fuori dalla palestra, primo piano, lui e' sotto e mi saluta. Mi raggiunge, tutti i bambini sono gia' a fare stretching, entra, e il ragazzo muto mi fa cenno di seguirlo. Si va a sedere sulla panca, il tipico posto dei maestri, e io lo seguo, non troppo sicuro. Mi fa cenno di sedermi accanto a lui, ospitalita', ospitalita'. Basta entrare nella parte. Mi parla. Non capisco una sega, parla strettissimo, dialetto locale immagino. Poco dopo arriva una ragazza, orgogliosa, la sua migliore allieva probabilmente, sara' lei a fare lezione ai bambini. La capisco, a lei. E' scettica, cosa voglio fare, guardare o allenarmi? Le spiego che non sono capace, io pratico yiquan, lei manco sa cos'e' (il capo lo sa, invece). Fammi vedere qualcosa, mi chiede. Mi spiace, non ci sono forme da far vedere. Lei dice ad uno dei bambini, 10 anni scarsi, di fare una forma.

Voglio scomparire.

Inizia l'allenamento dei bambini. Interessante, e intelligente. Partono a freddo con le forme, e poi fanno tutta la preparazione atletica di stretching calci e acrobatica. Sono ragazzini dai 4 agli 11 anni, si devono sciogliere, non faranno certo zhang zhuang. E si', sono sciolti forte. Tipo, a fine allenamento, sei rondate all'indietro di fila. Il maestro e' come il nonno, la ragazza li accarezza anche quando li sgrida. Tutti i miei dubbi e le mie angoscie sono scomparse. Lei corregge un ragazzino, petto vuoto schiena tonda. E mi dice, lo yiquan ce l'ha questo? E io le ripeto petto vuoto schiena tonda, in cinese . Resta sorpresa. Gli faccio vedere cheng bao e jijizhuang, molto simile a santishi. Il vecchio dice qualcosa, probabilmente infama lo yiquan.

Finito l'allenamento, la ragazza e un altro allievo fanno un po' di lotta, del judo alla cinese, senza tatami e con qualche pedata in piu'. La ragazza non viene mai messa a terra, bel nocciolino. Un ragazzo allena pugni a vuoto con un mattone per mano, poi fa il cretino, gli vola un mattone per terra. Il vecchio fa una forma a coppia con la ragazza, tutto corta distanza, viaggiano come schegge. Intrappolare pugni, portare fuori, trovare il centro, entrare. Fantastico. Il vecchio, simpaticamente vanitoso senza indulgervi, si guarda allo specchio. Si sente ancora un figo. A ragione. La ragazza saluta, mi saluta, adios. Alla fine escono tutti, restiamo io e il vecchio. Mi fa un cenno, mi alzo, esco. Dietro di me si spengono le luci, esce anche lui.

Caro Bert Derel, abbi cura di te.

 #



bella storia
pengo | 23 Aprile, 2008 16:32

guang di, il dio della guerra

 (Continua)  #




c'e' piu' gusto a farlo in cina
pengo | 18 Aprile, 2008 04:22

Ho conosciuto Yilian, di footonearth, e porzione non determinata della sua cricca. Ho anche superato l'imbarazzo e mi sono allenato nel parco nan guo, nel parchetto gia' menzionato della metropolitana di beixinqiao e nel parco del tiantan, tempio del cielo.

 (Continua)  #




A livella
pengo | 26 Marzo, 2008 21:27

Una perlina.

Non ho ancora trovato una spiegazione soddisfacente della differenza tra stili interni, nei jia (内家) e stili esterni, wai jia (外家) di arti marziali cinesi, ma stamani ho chiarito a me stesso perché (uno dei motivi per cui) si parla di stili interni: perché quando state fermi cinque, dieci, trenta minuti in zhan zhuang (站桩), l'attenzione è rivolta all'interno del vostro corpo.

La pratica di zhan zhuang richiede di non produrre tensioni né contrazioni: l'attenzione va rivolta fondamentalmente all'allineamento del proprio corpo. Due immagini mi vengono spesso alla mente, quando coltivo certe sensazioni: un ... e una livella.

 

 (Continua)  #




dachengquan (II) - Wang Laoshi
pengo | 21 Marzo, 2008 15:48

Lo scorso 9 marzo il maestro Wang Rengang ha tenuto un seminario di Dachengquan. Al termine del seminario, molto elementare eppure molto ricco, il maestro Wang si è esibito nel Jianwu (?舞), la "danza" del Dachengquan.


Il seminario è stato utile.

 (Continua)  #




1 2  Successivo»